Il 7 e l’8 luglio 2026, il Centro Operativo Nazionale per le Emergenze di Maputo (CENOE) e il Centro Operativo Provinciale di Sofala (COE), con sede a Beira, hanno preso parte alla prima Command Post Exercise nazionale organizzata nell’ambito del progetto Ready2Act, finanziato dalla cooperazione italiana.
Le due sale operative hanno lavorato congiuntamente in una simulazione nazionale, testando la capacità del sistema mozambicano di trasformare le previsioni meteorologiche e idrologiche in decisioni coordinate di protezione civile. All’esercitazione hanno partecipato tutte le istituzioni competenti in materia di previsione e monitoraggio, insieme ai principali attori impegnati nella gestione e nella riduzione del rischio di disastri.
Il Mozambico è tra i Paesi maggiormente esposti a cicloni, alluvioni e siccità. La rapidità con cui le informazioni vengono condivise, interpretate e tradotte in azioni operative è quindi decisiva per proteggere la popolazione e ridurre gli impatti degli eventi estremi.
«Questa esercitazione rappresenta una delle fasi finali del processo di istituzione delle sale operative. Stiamo verificando il flusso delle informazioni e l’interoperabilità tra il centro nazionale di Maputo e quello provinciale di Sofala. L’obiettivo non è soltanto utilizzare una piattaforma tecnologica, ma garantire che le informazioni arrivino in tempo utile per proteggere vite umane e ridurre gli impatti dei disastri», ha dichiarato Ana Cristina Manuel, direttrice del Centro Operativo Nazionale per le Emergenze.
L’attività è stata coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile italiano e dall’Instituto Nacional de Gestão e Redução do Risco de Desastres del Mozambico, con il contributo tecnico di Fondazione CIMA e il supporto logistico di We World.
L’esercitazione rientra nel progetto Ready2Act, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
Lo scenario ha simulato un ciclone tropicale di intensità paragonabile a quella del ciclone Idai, che nel 2019 colpì duramente il Mozambico. Nella costruzione dell’esercitazione si è tenuto conto anche delle intense precipitazioni che hanno interessato il Paese nei primi mesi del 2026.
La simulazione ha seguito l’intera catena di allerta: dall’elaborazione delle previsioni meteorologiche e idrologiche alla diffusione delle informazioni, fino alla definizione del livello di allerta e al coordinamento delle misure di preparazione e risposta.
Le istituzioni partecipanti hanno operato in condizioni realistiche, testando procedure, strumenti tecnologici, modalità di condivisione delle informazioni e processi decisionali.
Il debriefing conclusivo ha evidenziato un buon livello di coordinamento tra il livello nazionale e quello provinciale. Un ruolo centrale è stato svolto dal Conselho Técnico de Gestão e Redução do Risco de Desastres, l’organo tecnico incaricato di condividere le previsioni, definire il livello di allerta e concordare le principali misure di preparazione e risposta.
L’esercitazione ha confermato il valore strategico del Sistema Integrado de Fluxo de Informação de Aviso Prévio de Cheias e Ciclones, la piattaforma nazionale utilizzata per condividere bollettini, allerte e aggiornamenti operativi.
Tra le priorità individuate per rafforzare il sistema figurano un utilizzo più sistematico della piattaforma, la definizione di procedure operative comuni, il potenziamento degli strumenti per la condivisione delle informazioni e il consolidamento del coordinamento tra le istituzioni.
«Questa esercitazione rappresenta una tappa significativa nel percorso che stiamo costruendo insieme ai nostri partner istituzionali, in particolare INGD, INAM e DNGRH. Il valore più importante di questa iniziativa non risiede soltanto nella verifica di procedure e strumenti operativi, ma soprattutto nel rafforzamento del coordinamento tra le istituzioni coinvolte. È proprio attraverso una collaborazione sempre più stretta che possiamo consolidare il sistema nazionale di allerta precoce e sviluppare efficaci azioni anticipatorie. In un contesto in cui gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre più evidenti, investire nella prevenzione, nella preparazione e nel coordinamento significa rafforzare la capacità del Paese di proteggere le proprie comunità e rispondere in modo tempestivo ed efficace ai rischi», ha sottolineato Luca Ferraris, presidente di Fondazione CIMA.
«Questa esercitazione testimonia il valore aggiunto del partenariato tra Italia e Mozambico nel campo della riduzione del rischio di disastri. Grazie all’impegno congiunto della Cooperazione italiana, del Dipartimento della Protezione Civile, di Fondazione CIMA e delle istituzioni mozambicane, stiamo contribuendo a rafforzare un sistema di allerta precoce sempre più integrato, capace di trasformare i dati raccolti in decisioni tempestive per la protezione delle persone. In un contesto segnato dagli effetti sempre più frequenti dei cambiamenti climatici, investire nella prevenzione e nel rafforzamento delle capacità di risposta alle emergenze significa investire nella sicurezza e nello sviluppo sostenibile del Paese», ha dichiarato Gabriele Annis, Ambasciatore d’Italia in Mozambico.