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Inaugurazione del progetto di formazione e scambio artistici tra Italia e Mozambico: Un ponte fatto ad arte

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Prende il via il 20 aprile 2026 a Maputo, in Mozambico, il progetto Italia-Mozambico. Un ponte fatto ad arte, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, dall’Unità di Missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato e dai Musei Nazionali di Perugia – Direzione Regionale Musei Nazionali dell’Umbria, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Maputo e con alcune importanti realtà istituzionali che operano nella scena culturale mozambicana.

Il progetto, che include l’organizzazione di tre sessioni di workshop a Maputo e la realizzazione di due mostre – una in Italia e una in Mozambico –, vede la partecipazione della Delegazione UNESCO di Maputo, dell’Escola de Comunicação e Artes dell’Universidade Eduardo Mondlane (sede delle sessioni di workshop), della Fundação Leite Couto, del Museu Mafalala, del Núcleo de Arte, dell’Institut Supérieur des Arts et de la Culture e della Galleria Arte de Gema.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività internazionali della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e di quelle sostenute e promosse dall’Unità di Missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato, nel più ampio Piano Mattei per l’Africa: un programma di interesse nazionale varato dal Governo italiano nel 2023-2024 con l’obiettivo di imprimere un cambio di paradigma nei rapporti con il continente africano e costruire partenariati su base paritaria, generando benefici e opportunità reciproche.

In ambito culturale, questo Piano trova la sua espressione ideale nel progetto Italia-Mozambico. Un ponte fatto ad arte, iniziativa che esprime pienamente il rinnovamento degli scambi tra i due Paesi.Italia e Mozambico sono legate da una consolidata tradizione di relazioni diplomatiche, culturali e artistiche, avviata sin dal 1975, anno dell’indipendenza del Paese africano. Le collaborazioni intraprese nei settori dell’architettura, dell’archeologia e delle lettere testimoniano come la cultura continui a rinnovare la propria funzione essenziale di spazio privilegiato per la diplomazia internazionale. Dalla produzione letteraria di Mia Couto alla diplomazia artistica di Bertina Lopes, la cultura si afferma come uno spazio di scambio reciproco e di crescita a lungo termine. Il radicamento dell’artista a Roma contribuì ad alimentare quel clima di intesa che fu fondamentale per il raggiungimento degli Accordi di Pace del 1992.

Attraverso una serie di workshop tematici nel campo delle arti visive, della fotografia, della curatela, del design e della valorizzazione della creatività contemporanea, coordinati dai Musei Nazionali di Perugia, Italia-Mozambico. Un ponte fatto ad arte prevede un percorso di formazione e co-creazione che metterà in contatto studenti, artisti e operatori culturali mozambicani con le metodologie e le pratiche contemporanee del sistema artistico italiano e viceversa.

Il percorso si concluderà con una mostra collettiva che vedrà protagonisti artisti di entrambi i Paesi, ospitata presso il Museo di Storia Naturale di Maputo, recentemente riallestito grazie al contributo dell’Ambasciata d’Italia a Maputo. L’Ambasciata partecipa all’iniziativa inclusa nella rassegna promozionale Mozita 2026, sostenuta da numerose imprese operanti in Mozambico: Renco, BCI, Cotur, Inalca, Eni, MSC, Matemo, Messina e Savino Del Bene.

Come ha dichiarato l’Ambasciatore d’Italia a Maputo, Gabriele Annis: «La cultura e l’arte non sono un ornamento dello sviluppo: sono la sua condizione. Ma l’arte è anche un settore produttivo. Le industrie culturali e creative generano occupazione qualificata, innovazione e valore economico misurabile; non a caso figurano stabilmente tra le filiere con il tasso di crescita più dinamico. Per questo, con Un ponte fatto ad arte, siamo lieti di introdurre una dimensione professionalizzante tra le nostre iniziative di scambio culturale.»

Nei mesi di aprile (20–24 aprile), giugno (1–5 giugno) e ottobre (19–23 ottobre) 2026 si svolgeranno tre sessioni di workshop, alternando momenti teorici e pratici, volti a favorire la conoscenza reciproca e ad approfondire alcune tematiche individuate come particolarmente significative dai promotori del progetto: «arte antica e arte contemporanea: un dialogo possibile»; «organizzazione e curatela di una mostra»; «comunicazione e promozione di una mostra e del proprio lavoro artistico»; «tecniche artistiche all’avanguardia nel contemporaneo»; «il mercato dell’arte contemporanea»; «la documentazione di una mostra e del lavoro artistico».

I professionisti coinvolti in queste prime fasi del progetto sono: i curatori mozambicani Elia Gemuce, Ivan Laranjeira, Rafael Mouzinho e Carolina Vilalva; i curatori italiani Lorenzo Balbi, Giuliana Benassi, Gabriele Simongini e Andrea Viliani; gli artisti italiani Bruno Ceccobelli, Matteo Montani, Alice Pasquini e Pietro Ruffo; i fotografi italiani Marco Giugliarelli e Giordano Simoncini. A questi si aggiungeranno, nel corso dell’anno, altri operatori e professionisti del settore dell’arte contemporanea.