Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK

Storia

 

Storia

Il Mozambico, abitato da popolazioni bantu, fu colonizzato, sin dall’inizio del XVI secolo, dai portoghesi, i quali insediarono basi commerciali nelle zone costiere e nell’alto corso dello Zambesi. La politica repressiva adottata dal regime coloniale provocò lo sviluppo di gruppi politici d’ispirazione nazionalista che rivendicavano l’indipendenza. Tali gruppi si saldarono nel 1962 dando vita al Frelimo (Fronte di Liberazione del Mozambico). La lotta armata per l’indipendenza, iniziata nel 1964, terminò nel 1974 (Accordi di Lusaka), quando il Portogallo lasciò il potere al Frelimo, il cui leader, Samora Machel, proclamò l’indipendenza (giugno 1975).

Il Governo guidato da Samora Machel optò per un modello di pianificazione centralizzata. Contro le scelte di Machel e la sua base etnico-tribale delle regioni meridionali, i movimenti di opposizione, con base nelle aree rurali centro-settentrionali, si raccolsero nella Renamo (Resistenza Nazionale Mozambicana) diretta da Afonso Dhlakama e sostenuta dai regimi segregazionisti di Sud Africa e Rhodesia. Tra Renamo e Frelimo iniziò una guerra civile che causò un milione di morti ed oltre un milione e mezzo di profughi. Nel 1986 Samora Machel perì in un incidente aereo avvenuto in circostanze mai chiarite. Gli successe Joaquim Alberto Chissano.

La guerra civile ebbe termine nel 1992, quando lunghi negoziati - nei quali il Governo italiano, rappresentato da Mario Raffaelli, svolse attivamente il ruolo di mediatore insieme alla Comunità di Sant’Egidio - portarono alla firma degli Accordi di Roma (4 ottobre 1992).


19